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⁠Aprire una P.iva da giovane? Ecco gli errori che devi assolutamente evitare

partita iva
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Hai appena aperto la tua partita IVA e ti senti come se stessi cercando di assemblare un puzzle senza istruzioni? Capisco, ma non temere! Non sei solo. Questo articolo, estratto dal libro “Cosa fare quando apri una Partita Iva” di Paolo Ruggeri, ti aiuterà a capire cosa fare e NON fare quando apri una P.Iva e avvii la tua Start-Up. Verrai guidato attraverso la giungla delle leggi, delle tasse e della gestione finanziaria, con consigli pratici e strategie per evitare le trappole più comuni.  

Da esperto nel settore, Paolo Ruggeri offre nel suo libro consigli preziosi che ogni startupper dovrebbe conoscere. Quindi, se stai pensando di avviare la tua impresa o desideri ampliare le tue conoscenze sull’avvio di un’azienda, questa guida è un vero must-have! 

La scuola o lo Stato non ti insegnano a fare impresa, ma ti formano per tanti anni affinché tu sia un buon dipendente o collaboratore.  

È così che chiunque decide di avviare una propria azienda o di perseguire un’attività professionale, spesso si ritrova completamente digiuno di tutto quello che serve per costruire e far funzionare correttamente, e nel rispetto della legge, il proprio progetto

Paolo Ruggeri

Ecco quindi alcuni consigli, direttamente dall’esperienza di chi ci è già passato, per navigare nelle acque, talvolta turbolente, della Partita Iva. Questi consigli, come già detto, sono presi dalla guida scritta da Ruggeri. Quindi, per avere una panoramica più completa, è consigliabile leggere la guida. La puoi trovare su Amazon, sia nella versione ebook (disponibile gratuitamente) sia in quella cartacea. 

Conosci il tuo campo di battaglia: LE TASSE 

Le tasse possono sembrare un labirinto buio e spaventoso, ma capirle è essenziale per il tuo business. IRPEF, IVA, IRAP, e IRES sono solo alcune delle “creature” che incontrerai. Ma con un buon commercialista al tuo fianco, saprai come affrontarle.  

Ricorda: Scegliere un commercialista non è come scegliere un paio di calzini, ma, piuttosto, come trovare il tuo partner in affari. È una persona su cui devi poter contare, uno dei più grandi alleati nel tuo viaggio imprenditoriale! 

Le forme societarie non sono solo un dettaglio!

Scegliere la forma giuridica della tua azienda (ditta individuale, SNC, SAS, SRL, SRLS, SPA) è importante. Ognuna ha le sue peculiarità, responsabilità, e vantaggi fiscali. Nel libro Ruggeri spiega in modo dettagliato tutte le unicità e le sfide che ogni forma giuridica comporta. Conoscere questi aspetti è fondamentale! 

All’inizio, per una start-up fresca di lancio, optare per la Partita Iva forfettaria è generalmente l’opzione più vantaggiosa. Una volta superati gli 85.000 € di fatturato, però, bisognerà consultare un commercialista esperto per stabilire la forma societaria più adatta con cui procedere. Essenziale è anche pianificare con il commercialista strategie per ridurre la pressione fiscale (ovvero il volume o la percentuale di tasse che paghi su quello che guadagni), evitando così errori che potrebbero avere ripercussioni gravi su te, la tua attività e la tua famiglia. 

Elementi basici di gestione finanziaria per la Start-Up 

Chiunque avvii la propria impresa dovrebbe conoscere alcuni elementi di gestione finanziaria: 

  1. Non tutti i soldi che ricevi dai clienti sono effettivamente tuoi. Una parte di ciò che incassi, il 22% (o il 10% in alcuni casi), è IVA che riscuoti per lo Stato. Se un cliente ti paga 1000 €, in realtà solo 819 € sono tuoi, mentre il resto è IVA che dovrai poi versare allo Stato periodicamente. 
  2. Devi pianificare i flussi di cassa, ovvero prevedere i tuoi futuri incassi e confrontarli con le spese che hai in programma. Questo ti aiuta a gestire al meglio i fondi disponibili. Ricorda, i clienti potrebbero non pagarti tutto subito, ma dilazionare il pagamento. Tieni quindi traccia delle scadenze di pagamento dei tuoi clienti per sapere quanti soldi avrai e quanti te ne serviranno per coprire le tue spese. 
  3. Se un cliente non paga per tempo, contattalo subito tramite mail (il giorno dopo il mancato pagamento), ma con discrezione, suggerendo che potrebbe esserci stata una dimenticanza. Lasciare trascorrere troppo tempo può rendere più complesso recuperare il denaro. Se il cliente dopo 2/3 giorni ancora non risponde, chiamalo per fissare una nuova data in cui il pagamento verrà effettuato. Se poi il cliente non rispetta la nuova data di pagamento, aumenta l’insistenza e, nella maggior parte dei casi, alla fine recupererai il denaro. 
  4. In Italia, il costo complessivo per un dipendente è molto più alto dello stipendio netto che riceve. Un modo per stimare approssimativamente questo costo è di moltiplicare per 2,4 lo stipendio netto che paghi al dipendente.  
  5. In Italia, licenziare un dipendente con contratto a tempo indeterminato può comportare penalità e non è qualcosa di immediato. Prima di assumere la persona, quindi, è saggio valutare attentamente, iniziando con un periodo di prova di qualche giorno e poi con un contratto a tempo determinato (6 mesi o 1 anno) per conoscere meglio il dipendente prima di un impegno a lungo termine. 
  6. È di fondamentale importanza, per una corretta gestione della tua impresa, che tu abbia il controllo dei costi (fissi e variabili) della tua azienda. I costi fissi sono tutti quei costi che l’attività sostiene a prescindere dai servizi o prodotti che vende ed eroga. I costi variabili, invece, sono tutti i costi che variano al variare delle quantità prodotte/vendute. 
  7. Dopo l’avvio della tua azienda e le prime vendite, è importante che tu sappia quanto incidono i costi fissi e variabili su ogni vendita dell’azienda. Questo ti aiuterà a prevedere con anticipo i guadagni o perdite nella tua attività. 
  8. Devi sapere qual è il tuo break even point o punto di pareggio, ovvero il valore di incassi mensili al quale ne esci alla pari. 
  9. Se inserisci venditori, specifica che le loro provvigioni verranno pagate in base all’incassato e non al fatturato. Così, il venditore sarà incentivato a garantire che i pagamenti vengano effettivamente incassati dall’azienda. 
  10. Ogni volta che fai un accordo con qualcuno, se non esiste un contratto, invia alla persona almeno una mail dove elenchi quali sono i punti del vostro accordo. Questo ti farà evitare dimenticanze o malintesi. 
  11. Ogni anno, tu e la tua azienda dovete pagare tasse sugli utili o sui guadagni. Comprendere come funzionano le tasse è essenziale per evitare sorprese sgradite nella gestione della tua attività. 
  12. Un bravo imprenditore guadagna piuttosto che affidarsi a prestiti. Inizialmente, i prestiti possono aiutare, ma l’obiettivo è rendere l’azienda autosufficiente il prima possibile. Dipendere dai prestiti può nascondere grandi problemi di base. 
  13. Per una start-up, avere liquidità è essenziale! Iniziare a vendere e incassare soldi il prima possibile è fondamentale per garantire la sopravvivenza e la crescita della tua azienda. 

I dieci errori fatali nell’avviare la tua Start-Up 

La maggior parte delle Start-Up chiudono in poco tempo a causa di errori basilari di impostazione. Gli errori possono essere tanti, ecco i dieci più importanti: 

  1. Primo Errore: passare troppo tempo a costruire il prodotto o servizio “perfetto” e poi accorgersi che non c’è mercato (o aver finito i soldi). Devi creare un prototipo rapidamente e poi cominciare a provare a vendere il prima possibile. Al prodotto “perfetto” arriverai dopo che avrai venduto e erogato a diversi clienti. 
  1. Secondo Errore: riempirsi di costi (soprattutto fissi) che non riuscirai a coprire. Quando avvii una nuova impresa, la tua priorità dev’essere quella di incassare soldi e non spenderli. 
  1. Terzo Errore: non comprendere l’effettiva domanda. Anche se hai avuto una buona idea, la prima cosa necessaria per aprire una nuova azienda, è avere chiaro che effettivamente ci sia una richiesta per il tuo prodotto o servizio. 
  1. Quarto Errore: non capire la curva di una start-up. Prima di avviare la start-up c’è un livello medio di felicità o entusiasmo. Poi, subito dopo il lancio, c’è sempre un grandissimo entusiasmo. Poi, però, imbocchi il “canale della tristezza” (che in genere dura 2 anni), ovvero ti scontri con una realtà che non avevi previsto e le cose iniziano ad andare male. È un momento di incertezza: le cose funzionano, poi non funzionano, poi addirittura vanno malissimo. Dopodiché iniziano a funzionare e dopo un po’ si trova il modo corretto di posizionare e vendere il proprio prodotto e le cose partono davvero. A quel punto l’azienda decolla e puoi espanderla. Devi quindi essere consapevole del fatto che, prima o poi, cadrai nel canale della tristezza e dovrai rialzarti da questo. Nella sua guida Ruggeri dà qualche consiglio su come farlo. 
  1. Quinto Errore: aspettare troppo prima di iniziare a vendere. Non appena hai un prototipo funzionante, o che potrebbe essere portato a funzionare, tu o uno dei tuoi soci, dovete dedicarvi con forza a tentare delle vendite. Prepara quindi un listino prezzi o una brochure che descriva i tuoi prodotti/servizi e quanto costano. Fai poi una lista di tutti i potenziali clienti che ti vengono in mente. Incontrane il più possibile e prova a vendere! 
  1. Sesto Errore: sito internet magnifico, un sacco di soldi bruciati. Bruciare un sacco di liquidità per costruire un sito internet fantastico sin dall’inizio è un errore che dovresti evitare, a meno che tu non sia nel business dell’e-commerce (ma, anche in questo caso, considera che un sito bellissimo non è necessariamente un sito che vende). Piuttosto, costruisci un sito basico e una bellissima landing page e investi il resto per avere dei veri contatti o dei lead. 
  1. Settimo Errore: non avere almeno un socio forte nella vendita. Se tu e i tuoi soci non siete forti nel marketing o nelle vendite, dovete risolvere subito la cosa coinvolgendo un altro fondatore o formandovi voi. 
  1. Ottavo Errore: non farsi seguire da un bravo commercialista. Il professionista dell’azienda è il commercialista o, a volte, il legale. Il commercialista ti aiuterà a impostare correttamente la tua società e a pagare il giusto livello di tasse. 
  1. Nono Errore: fare società con le persone sbagliate. Il valore di un’idea imprenditoriale (la tua) è direttamente proporzionale alla qualità delle persone che l’hanno sposata. Tieniti alla larga dalle persone demotivate, critiche, rigide, non entusiaste e con uno scarso livello di etica personale. Scegli invece, a partire dai tuoi soci, persone che possano portare un grande valore aggiunto a quello che fai.  
  1. Decimo Errore: non capire che il cliente è il vero boss! La tua ricchezza comincia con un cliente che aiuti a realizzare i suoi sogni. Un’azienda esiste per risolvere i problemi/le difficoltà dei clienti. Oppure per far vivere loro belle esperienze. Ricorda sempre che la tua povertà comincia con un cliente che smette di chiamarti. 

Società senza soldi 

Le aziende avviate e costruite con pochi soldi spesso hanno successo, mentre quelle con molti fondi tendono a fallire. Questo significa che la mancanza di denaro stimola molto di più la creatività e la determinazione, mentre la presenza di tanto denaro in una start-up è causa di morte pressoché certa. Per la tua start-up, quindi, non dovresti volere tanto i soldi in sé, ma piuttosto l’abilità di vendere e di farti pagare. 

Quando, invece, non fosse possibile avviare un’azienda senza soldi, è importante darsi comunque un limite al denaro che metteremo per avviare l’azienda. 

Effettuare la prima vendita: cosa bisogna sapere? 

Per effettuare la tua prima vendita ti servirà un modulo d’ordine o una copia commissione da far firmare al cliente. Nel libro Ruggeri ne ha allegata una che ha utilizzato lui stesso. Questo modulo riporta il nome del cliente, i suoi dati, che cosa ha comprato e le condizioni di pagamento che avete concordato. Ti consiglio di preparane uno per la tua azienda e di averlo pronto da compilare non appena incontrerai un cliente interessato. Devi portarlo con te in ogni momento! 

Anche non avendo un modulo d’ordine, nel caso incontrassi un cliente interessato, potresti alcune volte concludere la vendita incontrandoti con lui di persona e, in seguito, mandando una mail al cliente con i punti salienti del vostro accordo e le condizioni di pagamento pattuite. In questo caso dovresti poi chiedergli di risponderti con una mail di conferma. 

Ricorda che una vendita è tale solo in presenza di un accordo scritto! 

Questi sono solo alcuni degli spunti che offre “Cosa fare quando apri una Partita Iva” di Paolo Ruggeri, la guida che aiuta gli aspiranti imprenditori a capirci qualcosa di questa famosa Partita IVA!
 
Iniziare una nuova attività e capire tutti gli aspetti burocratici della Partita IVA può infatti sembrare davvero complicato, quasi spaventoso. Ma con la corretta strategia, una buona dose di coraggio, le persone giuste affianco e un pizzico di follia, anche la più spaventosa delle difficoltà può essere sconfitta. E chissà, la prossima leggenda nel mondo dell’imprenditoria potresti essere tu! 
 
Ti auguro un buon viaggio verso il successo! 

Su cosa vorresti che scrivessimo? Manda una mail a redazione@imprenditore.info per farcelo sapere”

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